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Truffa per accedere a fondi europei per l’agricoltura, in manette agronomo, manca il nome esposto.

giovedì 25 luglio 2019
Il 42enne di Brindisi è consigliere dell’Ordine: avrebbe favorito familiari e conoscenti. 

Truffa aggravata per ottenere sussidi per giovani agricoltori, un agronomo, consigliere dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Brindisi nonché già responsabile a livello provinciale di una organizzazione di categoria è stato arrestato nelle scorse ore dai finanzieri della Tenenza di San Pietro Vernotico.
L’indagine, condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi, ha portato all’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari per il professionista 42enne di Mesagne – accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità in dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà – e al sequestro preventivo finalizzato alla confisca a carico di 15 indagati, per un valore di quasi 400 mila euro. L’agronomo che gestisce Centri di Assistenza Agricola, approfittando del proprio ruolo, delle conoscenze e competenze maturate, organizzato delle truffe in proprio e per i propri familiari nonché in favore di altri soggetti.

Le truffe sono state commesse eludendo la normativa di settore al fine di ottenere i benefici economici previsti delle misure finanziarie comunitarie, Politica Agricola Comune (P.A.C.) e Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (F.E.A.Ga).
Il sostegno al reddito viene erogato sulla base del possesso da parte dell’agricoltore dei “titoli” (diritti all’aiuto) posseduti dall’agricoltore, attribuiti sulla base della superficie coltivata, ovvero in base al numero di ettari di terreno ammissibili al contributo che i richiedenti dichiarano di detenere nell’anno di presentazione della domanda unica di pagamento.

L’accesso ai contributi può avvenire acquistandoli a prezzo di mercato tendenzialmente corrispondente al loro valore nominale oppure a titolo gratuito attingendoli dalla “Riserva Nazionale Titoli”, alla quale possono accedere, però, soltanto i giovani agricoltori (di età inferiore a 40 anni) ed i nuovi agricoltori, in ragione dei terreni a vario titolo condotti.

Il professionista avrebbe fatto figurare falsamente persone in età avanzata quali nuovi agricoltori sono stati ottenuti in modo fraudolento e gratuito titoli ai quali non si aveva diritto.

I titoli ottenuti venivano successivamente trasferiti ad altri soggetti: erano gli stessi truffatori a beneficiarne, sia direttamente che per il tramite di “teste di legno”.

Tra i vari soggetti indagati che hanno percepito illecitamente i contributi vi sono l’agronomo ed i suoi familiari ed altri soggetti che hanno comunque commesso le truffe con il concorso dell’agronomo.

Altri soggetti diversi da quelli che hanno percepito i contributi sono stati reclutati dall’agronomo perché concedessero la disponibilità fittizia di terreni a coloro che di volta in volta dovevano presentare domande per l’accesso alla Riserva Nazionale Titoli e per il conseguimento dei contributi anche negli anni successivi.

Tale cessione fittizia dei terreni avveniva da parte di questi soggetti (che per tale ragione sono stai considerati come concorrenti nei reati) mediante contratti di comodato o di affitto simulati, spesso stipulati con durata limitata nel tempo, per un mese o due, in periodo compreso tra maggio a giugno, coincidente proprio con i tempi di presentazione delle domande.

Per tal fatti, oltre al provvedimento cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti dell’agronomo, lo stesso G.I.P. del Tribunale di Brindisi ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria del profitto diretto dei reati contestati a carico di 15 indagati, per un valore di quasi 400 mila euro, ed in via subordinata il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, per lo stesso valore, di beni immobili, beni mobili registrati e beni mobili.

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