Di notte si delinque meglio

Col calar delle tenebre Giuseppe 2 e il suo governo hanno smantellato i decreti sicurezza e immigrazione del loro più grande nemico: il Giuseppe 1. Varato un decreto che spalanca le porte all’immigrazione illegale di massa e che concede la protezione umanitaria a chiunque. Un segnale di arrendevolezza ai trafficanti di esseri umani che porterà a un aumento degli sbarchi e isolerà l’Italia in Europa, che chiede serietà nella difesa dei confini esterni dell’Unione e non vuole essere coinvolta dalla furia immigrazionista della sinistra italiana. Con un paradosso nel paradosso: mentre da una parte il Governo restringe a colpi di decreto la libertà degli italiani, dall’altra dà piena libertà alle Ong e a chi specula sull’immigrazione illegale.

Aiutare gli altri un dovere

Insegnare ai propri figli ad aiutare gli altri

È fondamentale insegnare ai propri figli ad aiutare gli altri, dato che farlo stimolerà in loro una coscienza collettiva basata sulla felicità, l’abbondanza e sull’empatia.

Insegnare ai propri figli ad aiutare gli altri in modo disinteressato è una nobile lezione. Per riuscirci, dobbiamo iniziare dalle persone che ci circondano.

Ad esempio, possiamo dare sostegno alle persone con cui condividiamo la vita quotidiana proprio quando ne hanno più bisogno.

Aiutare gli altri rende felici perché sentiamo di aver raggiunto uno scopo e iniziamo a notare che gli altri valorizzano le nostre azioni. Di conseguenza, scopriamo il potere racchiuso dentro di noi.

La cosa importante è che i nostri figli imparino a praticare la generosità e la solidarietà sin dalla più tenera età. Per questo è fondamentale insegnare ai propri figli a essere altruisti.

Ciononostante, è bene tenere a mente che le persone che aiutiamo non sono le stesse che ci aiuteranno quando ad aver bisogno saremo noi.

Idee per insegnare ai propri figli ad aiutare gli altri

È importante che i genitori inizino a insegnare ai propri figli ad aiutare gli altri sin da piccoli. In questa sede, vi daremo alcune utili idee per insegnare ai vostri figli il valore dell’altruismo.

Iniziative in casa

L’educazione inizia in casa. Per questo motivo, insegnare a vostro figlio ad aiutare gli altri darà i suoi frutti già nell’ambiente familiare.

Per insegnare ai propri figli questo valore, è necessario che tutta la famiglia contribuisca mettendo un “piccolo mattoncino” per promuovere la collaborazione degli uni con gli altri.

Quindi, i figli in casa possono aiutare i genitori a compiere le faccende quotidiane, come spazzare, lavare i piatti, cucinare e così via.

Nel caso in cui abbiate più di un figlio,i più grandi possono aiutare i più piccoli con i compiti scolastici. 

Leggete anche: La cortesia è il profumo della vita, il riflesso della generosità 

Fate capire loro che i nostri simili sono importanti

Se un parente o un amico sta male, chiedete a vostro figlio di scrivergli una lettera o di fare un disegno da consegnare a questa persona,  insieme a voi.

Questa iniziativa è l’ideale perché se la persona in questione non se la sente di chiacchierare, potrete mettere da parte il lavoretto e vedere questa persona quando starà meglio.

Nel caso in cui un amico o un familiare si trovi in un’altra città o in un altro Paese, potete utilizzare i social networkper comunicare. Questo tipo di gesto lo aiuterà a sentirsi più forte e lo rincuorerà.

Aiutare gli anziani

Aiutare gli anziani è davvero un bel gesto. Molto spesso essi non ammettono di aver bisogno di aiuto. Tuttavia – senza risultare accondiscendente- vostro figlio potrebbe avvicinarsi a loro e mettersi a disposizione.

Fare volontariato

Ragazza al parco con cane

Un buon modo per aiutare gli altri nella propria comunità è fare servizio di volontariato. Questa esperienza arricchirà vostro figlio e gli darà una nuova prospettiva sulla vita.

Se a vostro figlio piacciono gli animali e in casa non potete tenere un cucciolo, potreste spingerlo a fare del volontariato in un canile.

In questo modo, inizierà con compiti semplici, ma non meno importanti, come portare i cani a passeggio o dar loro da mangiare.

Aiuto spontaneo

Durante la giornata potrebbe capitarvi di incontrare sconosciuti che abbiano bisogno di aiuto.

Ad esempio, una persona che sta camminando per strada, cade. Intervenendo in suo soccorso, sarete un buon esempio per vostro figlio, perché si tratta di un aiuto non richiesto.

Altri esempi di sostegno spontaneo agli altri sono: aprire la porta quando le persone hanno le mani occupate, cedere il posto a una donna incinta o con un bambino in braccio, dare un panino a chi vive per strada, e così via.

Sebbene oggigiorno queste forme di altruismo stiano scomparendo, bisogna prendere l’iniziativa e insegnare ai propri figli ad aiutare gli altri.

Per quanto piccolo sia l’aiuto, chi lo riceve ce ne sarà grato.

Fare donazioni

Potete scegliere con vostro figlio i vestiti, le scarpe, i giochi, i libri che non usate più, ma che sono ancora in buono stato, per darli in beneficenza.

Riflessioni conclusive: insegnare ai propri figli ad aiutare gli altri

Per concludere, la cosa importante è guardarsi intorno e iniziare a offrire il meglio di noi stessi. Quando si aiuta con il cuore, non si tratta di fare un sacrificio e, anzi, si prova una grande soddisfazione.

La cosa fondamentale è farlo per aiutare gli altri e non per soddisfare il proprio ego.

Ogni famiglia intelligente dovrebbe mettere in pratica la solidarietà. Il mondo esterno è il riflesso di ciò che abbiamo dentro.

Per questo motivo, essere generosi è fondamentale per trasformare i propri figli. In questo modo, quando saranno adulti, vedranno in se stessi il riflesso di tutta quella generosità che avete seminato durante la loro infanzia.

 

Il Tempo è giusto e potente

Quando un uccello è vivo mangia le formiche.
Quando l’uccello è morto, le formiche mangiano l’uccello.

Il Tempo e le circostanze possono cambiare ad ogni momento.

Non sottostimare o ferire nessuno nella vita.
Puoi essere potente oggi, ma ricorda: il Tempo è molto più potente di Te.

Un albero serve a creare milioni di fiammiferi… ma basta un solo fiammifero per bruciare milioni di alberi.

Perciò sii buono e bravo e fai solo cose buone.
Sii Leale e mai bugiardo per non perdere la stima di Te e degli altri su di Te.
Il Tempo rende indietro sempre quello che fai.


 

Onesti e non furbi

 

Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi“.
Tiziano Terzani

Il nostro regalo per la Festa del Papà è questo brano tratto dall’Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti, articolo di Italo Calvino pubblicato nel marzo 1980 sulle pagine della Repubblica. Ci piace pensare ai papà (e anche alle mamme, naturalmente,, ma è pur sempre il 19 marzo) come a dei campioni di onestà, pronti a trasmettere i loro valori ai propri bimbi. Nelle parole di Calvino – con tutta l’amarezza di un intellettuale che ha assistito a una delle pagine più tristi della storia socio-politica italiana – si ritrova il senso profondo dell’onestà: l’abito mentale di chi vive serenamente al di là della ricchezza.

APOLOGO SULL’ONESTÀ NEL PAESE DEI CORROTTI

“Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese (l’Italia, ndr), non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute più nascoste; in una società migliore non speravano perché sapevano che il peggio è sempre più probabile.

Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una controsocietà di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una controsocietà che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la società, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della società dominante e affermare il proprio modo d’esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di sé (almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera e vitale, così la controsocietà degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’è”.

FONTI

Genitori paurosi

Oggi vogliamo recuperare due riflessioni dello psichiatra Paolo Crepet, che da sempre si scaglia con forza contro l’attuale generazione di genitori. Secondo lui, gran parte dei problemi dei nostri ragazzi deriva proprio da una classe di genitori che ha rifiutato il proprio ruolo, preferendo quello di amiconi.

Quando il buonismo educativo è così pregnante, non va bene. Noi non abbiamo più figli, ma piccoli Budda a cui noi siamo devoti, epr cui possono fare tutto. Scelgono dove andare a mangiare, in quale parco giochi. Siamo diventati genitori che dicono sempre di si. Ma questo è sbagliato. Esposti. Quando diventeranno grandi ci sarà qualcuno che gli dirà di no. Magari alla prima frustrazione amorosa. Magari al primo lavoro. I genitori vanno al primo incontro di lavoro del figlio di 26 anni. Poi c’è gente che non manda i figli all’Erasmus perché fa freddo. Sono un disastro questi genitori. Non possiamo generalizzare, ma in molti casi è così.
Paolo Crepet

Perché i genitori versano in questo stato disastroso? Cosa ha portato a una generazione di adulti pronti a dire sempre di sì ai propri figli e a evitare loro qualsiasi problema? Il declino della responsabilità:

“Colpa di chi ha detto loro che le responsabilità sono un problema, mentre invece sono il metro con cui si misura la propria crescita.
Sono le responsabilità e la capacità di prendere in mano la propria vita che definiscono l’essere adulto e lo differenziano da un bambino.
L’idea di trovarsi una generazione di eterni adolescenti a quarant’anni fa veramente gelare il sangue”
.

Paolo Crepet

Le nuove generazioni di genitori hanno paura della responsabilità

C’è da avere paura

FeniceNews24

C’è da avere più paura di tre giornali ostili che di mille baionette

“SALVINI AVEVA CAPITO CHE PRENDEVANO ORDINI DA BRUXELLES”: alla giornalista rossa scappa in diretta di confermare i dubbi della Lega

Una crisi “nata in Europa”. Ne è convinto Matteo Salvini, che fissa la data d’inizio della fine del governo nell’accordo a Strasburgo tra Giuseppe ContePd e M5s(con l’aggiunta di Forza Italia) per votare Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue. E non a caso nei giorni scorsi Romano Prodi e Pierferdinando Casini, due volponi democristiani, hanno rilanciato l’idea di un “governo Orsola” più o meno con stessi confini e geometrie per spedire Matteo Salvini e Giorgia Meloni all’opposizione.

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Ma c’è qualcosa di più. Angela Mauro, cronista politica dell’Huffington Post diretto da Lucia Annunziata (testata non certo tacciabile di simpatie leghiste o sovraniste), intervenuta a Omnibus su La7 ha suggerito come da più fonti, comprese quelle della Lega, ci sia la certezza di pressioni ricevute dall’estero sui vari protagonisti politici. Non solo, lo stesso Salvini si sarebbe convinto a staccare la spina a Ferragosto perché ormai reso consapevole da quelle stesse fonti della impossibilità di procedere con una manovra finanziaria espansiva in autunno. “Addio flat tax, addio taglio delle tasse e rivoluzione fiscale, procedura di infrazione per eccesso di debito”, spiega nel dettaglio la Mauro. Un cappio economico per gli italiani e un cappio politico per Salvini e la Lega, che sarebbero franati sotto il peso di una finanziaria lacrima e sangue indigeribile per il ceto produttivo del Nord e per gli elettori leghisti. A questo elemento si aggiunga il tema dell’immigrazione, con “Conte a chiedere consigli ad Angela Merkeldavanti a un caffè”, come ha sarcasticamente notato Salvini nella sua replica a Conte in Senato. In fondo, che a Bruxelles, Strasburgo, Berlino e Parigi preferiscano un governo che apra i porti e chiuda i cordoni della borsa non è mistero.

fonte Mag24

 

Donne pesanti

La voce delle donne crea stanchezza nel cervello degli uomini

Di Agostino Bertani

Infondo noi uomini lo abbiamo sempre saputo, adesso la scienza ci dà ragione. Quante volte ci è capitato di dire alla nostra amata, o a un’amica: “Dai per favore basta, non posso più sentirti parlare”, tutte quelle volte avevano un serio fondamento scientifico.
Perché adesso possiamo dirlo con ufficialità:
la voce femminile provoca stanchezza nel cervello degli uomini.

Da oggi in poi quindi tutti gli uomini che si sono stancati di ascoltare le donne che hanno vicine hanno una scusa molto più che legittima per farle tacere.
E non è una delle classiche scuse degli uomini, da oggi i maschi esporre la loro tesi, dimostrando che il problema è da individuare nella costituzione biologica del cervello e della voce della donna.
Per un semplice motivo, il cervello dell’uomo si stanca quando sente la voce di una donna.

Lo studio ha stupito tutti, più donne che uomini, e in pochi giorni ha fatto il giro dei più famosi quotidiani internazionali.
Il professor Michael Hunter, dell’Università di Sheffield (UK), non ha alcun dubbio:
la voce femminile ha dei toni più complessi di quella maschile, che coinvolgono tutta l’area uditiva del cervello.
Invece la voce maschile, interessa solo una piccola parte del cervello.
Secondo il professore è proprio questo il motivo per cui le donne si lamentano spesso che gli uomini non le ascoltano e, quindi, non hanno nessuna colpa per quella che può apparire come una mancanza di attenzione.
Lo studio scientifico ha infatti evidenziato chiaramente che l’uomo non può ascoltare a lungo una donna parlare per motivi biologici.

E non è uno studio qualsiasi, ma una ricerca seria, condotta con tecniche di risonanza magnetica nucleare, una tecnologia che ha permesso di individuare le diverse aeree del cervello che si attivano per la voce maschile e femminile.
Oltre a questo, è emerso che gli uomini sono più diretti mentre le donne tendono a girare attorno a ciò che vogliono comunicare.
L’autore dello studio ha spiegato che la donna emette suoni con una gamma di frequenze più complessa di quella dell’uomo uomo a causa delle differenti dimensioni e forma delle corde vocali e della laringe.

Dopo questi incredibili risultati, c’è da dare solo un consiglio per le donne: per riuscire a intrattenere una conversazione con il vostro partner, cercate di essere “leggere”.

Provate a chiacchierare con intervalli di tempo piccoli, e non lunghi.
Forse solo così riuscirete a farvi ascoltare dagli uomini.
In caso contrario, il vostro uomo penserà che parlate troppo.

Conte e il gioco sporco

E a tal proposito, l’editoriale di Bruno Vespa su Il Giorno è a tratti illuminante. In particolare quando si parla del premier Conte, e del fatto – ormai certo – che abbia rifiutato di dimettersi, così come gli aveva chiesto Salvini dopo il crac al Senato sull’alta velocità. Scrive Bruno Vespa: “Eppure il rifiuto delle dimissioni da parte di Conte, la sua richiesta di una sfiducia parlamentare per opera della Lega e la durezza delle sue parole contro Salvini confermano che il suo avversario politico non è il partito che ne ha bocciato la posizione sul Tav (Costa più non completarla), ma quello che l’ha promossa. Paradossi ai quali ormai siamo abituati”, rimarca.

Già, sarebbe sbagliato far passare Conte come quello senza macchia. E proprio su questo insiste il conduttore di Porta a Porta. Il ragionamento fila via liscio come l’olio: il premier rifiuta le dimissioni dopo essere stato, nei fatti, sfiduciato dai grillini. Vespa rievoca le parole di Conte sulla Tav, “costa più non completarla”, per ricordare come la posizione del presidente del Consiglio convergesse con quella della Lega. Eppure, all’apertura della crisi, gli attacchi di Conte sono stati solo per Salvini. Insomma, un premier al soldo del M5s, così come dicevamo da tempo. Un premier la cui strategia è colpire la Lega: prima con il rifiuto delle dimissioni, poi con gli attacchi a Salvini che, se ne evince anche secondo Vespa, sono indice di assoluta mancanza di coerenza.

DiMaio l’unica certezza

L’UNICA CERTEZZA DI QUESTA CRISI?
CHE DI MAIO E’ ALL’ANGOLO: ha capito che questa volta deve cercarsi un lavoro. ma di quelli veri

M5S sogna Conte candidato al governo Dibba subito in campo

Federico Capurso per “la Stampa”

La crisi ha gettato sul tavolo di Luigi Di Maio una serie di questioni urgenti, che toccano nel vivo il suo partito.
In queste ore si sta definendo la strategia per portare in Aula la riforma con il taglio dei parlamentari prima che cada il governo, ma l’ ipotesi di nuove elezioni continua a stagliarsi sullo sfondo ed è per questo che si dovrà anche trovare una strada per aggirare l’ ostacolo del doppio mandato, che rischia di decimare la classe dirigente grillina.
Un percorso, questo, durante il quale Di Maio dovrà necessariamente stabilire i futuri ruoli di Alessandro Di Battista e di Giuseppe Conte: il primo un’ arma da rispolverare, il secondo una risorsa da non disperdere.

Nella giornata di ieri Di Maio ha riunito intorno a sé le anime più rappresentative del Movimento – da Di Battista a Taverna, da Morra a Bonafede, fino a Casaleggio – offrendo un segnale di compattezza alla base.
Un incontro durante il quale si è concordata la necessità di accelerare sulla riforma per il taglio dei parlamentari.
Si vorrebbe convocare una seduta straordinaria della Camera, prima che in Senato arrivi la sfiducia al governo.

Per farlo, è sufficiente che ne facciano richiesta almeno un terzo degli eletti: servono 210 deputati e il Movimento, da solo, ne conta 216.
Già da oggi potrebbe partire la raccolta firme.
Si dovrebbero però convocare comunque i capigruppo dei vari schieramenti per votare un ordine del giorno in cui inserire la votazione finale della riforma.
E l’ iniziativa potrebbe arenarsi lì, prima ancora di arrivare in Aula, lasciando però la possibilità di brandire in campagna elettorale il veto arrivato dagli altri partiti.

Lo spauracchio delle elezioni è in ogni discorso.


E fa paura a tutti nel Movimento, perché la regola del doppio mandato ne decimerebbe la classe dirigente.
È per questo che sottotraccia si lavora a una via d’ uscita. Riccardo Fraccaro, ai microfoni di SkyTg24, offre la versione ufficiale: «Ci sono solo due mandati.
Questa è la regola».
E d’ altronde non potrebbe certo essere Di Maio o uno dei suoi uomini a chiedere di derogare al limite imposto dieci anni fa.
L’ unico in grado di condurre in porto l’ operazione senza troppi danni d’ immagine sarebbe Beppe Grillo, il padre fondatore e Garante, ma prima dovrà essere convinto, superando anche la contrarietà di Casaleggio.

Se questa strada non si rivelerà percorribile, il piano di riserva prevedrebbe di far entrare i big del partito nella segreteria politica nazionale, assegnandogli uno stipendio.
Meno traumatico, certo, ma visibilità e potere di incidere dall’ interno delle istituzioni sarebbero minori.
Di Battista e Conte, invece, problemi di mandati non ne hanno. Dovranno solo decidere insieme a Di Maio il loro destino.
Per “Dibba” si profila una campagna elettorale in prima linea contro tutti.
Matteo Salvini è il nemico numero uno, ma anche l’ idea di un’ alleanza di scopo con il Pd, con Di Battista in campo, si allontana.

Quando Salvini ha paventato l’ ipotesi che Renzi e Di Maio possano dare vita a un nuovo governo, infatti, la risposta del M5S è stata durissima:
«Fake news di un giullare»
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Dibba sarà «il centravanti», al fianco di Di Maio, che «farà il regista», assicurano fonti M5S.
Ma il candidato premier potrebbe non essere Di Maio, che ci sta pensando e ha più di un dubbio.
Con ogni probabilità non sarà Di Battista perché, come ammette anche lui, «non è una mia aspirazione», anche se c’ è chi in questi giorni ha sondato le sue intenzioni.
E poi, si vorrebbero comprendere le intenzioni dell’ attuale premier.
Secondo le ultime rilevazioni dell’ Istituto Piepoli, Conte gode della fiducia del 50% degli italiani, superando Salvini che si ferma al 44% e Di Maio che è al 35%.

Dovrà decidere lui cosa fare.
Nel Movimento lo aspettano.
Magari, da candidato presidente del Consiglio
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