Se perfino lui da mazzate

 


Il direttore del Fatto è arrabbiatissimo con i grillini: se la prende con il mandato zero, con la TAV e con l’uscita dall’aula di ieri

Marco Travaglio ha un diavolo per capello da quando Conte ha detto sì al TAV ed oggi dedica parte del suo editoriale al MoVimento 5 Stelle che lo sta evidentemente deludendo, come diceva quel grande chef. Travaglio se la prende prima con “Il “mandato zero”, ridicolo sia nella denominazione sia nella sostanza, visto che riguarda appena una ventina di eletti della vecchia guardia”, poi con l’assoluta impreparazione di Conte e dei grillini a gestire l’annuncio della TAV e infine parla dell’uscita dall’aula di ieri:

La mossa demenziale di ordinare ai senatori M5S di uscire dall’aula tre minuti prima che Conte iniziasse a parlare del caso Rubli. E poi, peggio ancora, spiegarla come un atto polemico contro Salvini latitante in Parlamento e contro le sgangherate smargiassate leghiste sul Tav e contro Fraccaro alla Camera, quando ormai tutti avevano notato il grave sgarbo istituzionale e personale a Conte (in Senato stava parlando lui, non Salvini, che ovviamente se n’è infischiato).

Così il premier è sempre più distante dai due partner e gioca la sua partita in autonomia: non solo per l’ostilità-rivalità della Lega, ma anche per l’incredibile sfarinamento del rapporto con il partito che l’aveva scelto e che oggi rischia di perdere i benefici della sua popolarità.
Con quella ritirata precipitosa dall’aula, fra l’altro, il Movimento votato all’ “onestà” ha rinunciato a interrogare, anche in contumacia, l’imbarazzante alleato sull’ennesimo scandalo.
E Salvini gode.

Ps. Di solito, quando i 5Stelle sembrano morti, provvedono gli altri partiti a salvarli facendo peggio di loro. Ora, non c’è dubbio che gli altri partiti siano tutt’oggi molto peggio di loro.
Ma, per farsi salvare un’altra volta, dovrebbero, se non muoversi, almeno respirare.

Nessuno mi vuole cattivoni



NEWS

La verità è che L’Unione Ruropea non la vuole più nessuno

Da una parte Donald Trump si prende il Regno Unito sotto il braccio e spera nella Brexit per firmare un accordo “formidabile” con il Regno Unito. Dall’altra parte, Putin e Xi Jinping si incontrano in Russia e concludono accordi per una maggiore sinergia tra Mosca e Pechino. Quello che è certo è che manca un elemento in entrambi i casi: l’Unione europea.

Per anni, se non decenni, ci è stato detto l’Europa avrebbe parlato a una sola voce.
Il mantra di Bruxelles e dintorni era che questa Unione europea avrebbe rappresentato il continente ergendosi quale superpotenze che avrebbe contrapposto gli interessi del Vecchio continente ai giganti di Cina, Russia e Stati Uniti.
E invece, quello che ormai appare chiaro è che non solo quest’Unione europea sia diventata un moltiplicatore di potenza della Germania e della Francia, ma che le superpotenze non hanno alcun interesse a ritenere l’Ue un interlocutore valido per tutta l’Europa. E se qualcuno pensa che siano stati i sovranisti (o i populisti) a delegittimare l’Unione europea deve ricredersi: a togliere legittimità all’Ue sono state le superpotenze, che di questo blocco continentale non sanno che farsene.

Le prove sono molte. Il viaggio di Trump ha Londra ha certificato che a Washington è finito il tempo anche del solo rispetto nei confronti dell’Unione europea. Il presidente Usa è arrivato nel Regno Unito dopo aver benedetto più volte la Brexit e parlando dei vincoli europei come delle catene per l’economia britannica. Ha elogiato Boris Johnson e Nigel Farage, il leader dell’ala più dura dei brexiter nel partito conservatore (forse sarà lui il prossimo leader Tory) e il capo degli euroscettici britannici. Infine, è partito per Portsmouth ricordando il D-Day ma parlando di alleanze senza citare l’Unione europea. The Donald non vuole l’Ue: vuole l’Europa. Nella sua ottica internazionale non c’è spazio per un blocco in mano alla Germania o a Parigi, ma per accordi bilaterali vantaggiosi per Washington. E le minacce dei dazi incombono su Bruxelles così come la tenaglia Usa sul continente a guida franco-tedesca.

Se Trump ha già fatto capire che l’Unione europea non gli interessa, dall’altro lato il vertice di San Pietroburgo fra Putin e Xi ha certificato che la politica europea di chiusura verso il Cremlino sta spalancando le porte di Mosca alla Cina. La Russia sta lentamente scivolando verso oriente trasformandosi in una potenza più asiatica che euroasiatica. E questo può diventare un problema per tutti gli Stati europei, che rischiano di perdere un partner fondamentale. Un pericolo che stiamo correndo per le politiche dell’Unione europea, sia chiaro. Perché nel frattempo tutti fanno affari con Mosca in campo energetico: segno che se Bruxelles continua nella sua guerra al Cremlino (specialmente per la questione ucraina) mentre altri, prima su tutti la Germania, continuano a tessere la loro trama.

Ma il vertice di San Pietroburgo aveva anche un altro sopite: quel leader cinese che nel suo tour europeo ha già fatto intendere di considerare l’Europa una terra di conquista e l’Unione europea un interlocutore tutto sommato evitabile. Una prova? Il vertice di Parigi con Angela Merkel, Emmanuel Macron e Jean-Claude Juncker, terzo incomodo messo lì più per forma che per sostanza. In quell’incontro a quattro c’è stata tutta la forma (e la poca sostanza) dell’Unione europea. Altro che Ue: a rappresentare l’Europa erano Francia e Germania, che pensavano ai loro affari mentre bacchettavano l’Italia per un memorandum che è riuscito solo a scatenare l’ira di tutti gli alleati.

La domanda è semplice: se le due potenze “europeiste” pensano ai propri interessi, se gli Stati Uniti non sanno più che farsene dell’e, se per la Russia è un nemico e se per la Cina un interlocutore del tutto superficiale, a chi serve l’Unione europea? L’impressione è che le potenze abbiano già deciso: l’Ue è un grande contenitore che di fatto oggi non conta nulla. E gli indizi, purtroppo, sono diventati prove.

Fonte: https://it.insideover.com/politica/unione-europea-non-la-vuole-nessuno.html

 

Conte tradirà


TENTATIVO DI “GOLPE BIANCO”: CONTE COMMISSARIO UE, GOVERNO DRAGHI CON PD/M5S/FI PER ESCLUDERE I LEGHISTI DA PALAZZO CHIGI E DAL QUIRINALE – LO SCENARIO
di Giorgio La Porta

 

Non ci sarebbe solo un incarico di Aula per i grillini ma una promozione di Conte in Commissione Ue per escludere la Lega e liberare Palazzo Chigi. Galleggiare poi tre anni per tenere lontani i leghisti dal Quirinale.

Promoveatur ut amoveatur’, promuovere per rimuovere è ciò che sta accadendo anche per il Governo italiano.
C’è uno scenario che in queste ore si sta delineando sempre con maggior forza 
e circola tra i corridoi romani e di Bruxelles. Ci sarebbe un accordo tra tutte le forze politiche, la riproposizione di un vecchio ‘Arco costituzionaleper escludere dal Governo la Lega di Matteo Salvini e i partiti sovranisti (leggasi Fratelli d’Italia) che alle ultime elezioni hanno ottenuto la maggioranza relativa dei voti.

Al Parlamento Europeo si sono appena fatte le prove generali. L‘appoggio del MoVimento 5 Stelle alla candidata tedesca, non casualmente non è passato per una votazione della piattaforma Rousseausulla quale si decidono anche i colori delle scarpe da indossare, ma l’alleanza con i partiti di sistema che appoggiano Merkel e Macron è stata appositamente sottratta alla decisione della base del Movimento, perché farebbe parte di un accordo molto più ampio che vedrebbe la promozione dell’attuale Presidente del Consiglio Giuseppe Conte come Commissario italiano al posto di un designato leghista (leggasi Giancarlo Giorgetti)a quel punto si libererebbe la casella della Presidenza del Consiglio che verrebbe riempita da Mario Draghi, ormai in scadenza a fine ottobre dalla poltrona della BCE. Un tecnico graditissimo tanto al Quirinale quanto a Berlusconi che più volte ha speso il suo nome, quanto al Partito Democratico che utilizzerebbe questa figura per allontanare il partito di Matteo Salvini da Palazzo Chigi e sostituire i ministri leghisti con una delegazione del PD.

Lo scenario in queste ore si fa sempre più fortemente reale e il voto determinante dei grillini per la candidata di Merkel e Macron sarebbe solo parte del piano che si andrebbe a comporre nelle prossime ore

IMovimento 5 Stelle si vedrebbe incluso di un accordo che, oltre alla vicepresidenza dell’Aula ottenuta grazie ai voti determinanti del PPE di Forza Italia e del Partito Democratico di Sassoli che ha creato il cosiddetto cordone sanitario” anti lega e anti sovranisti, prevederebbe una seconda parte di accordo nella nomina di Giuseppe Conte alla Commissione europea e un governo stile Mario Monti guidato da Mario Draghi.

A questo punto un ruolo determinante lo giocherebbe il Quirinale, stavolta molto più attento a ciò che fece Napolitano con Monti. Infatti, i più attenti osservatori fanno notare che essendo la situazione nel Paese cambiata rispetto ad anni fa, Mattarella potrebbe invece rimettere la decisione agli italiani, se far continuare questa legislatura o tornare alle urne.

Perché i partiti dovrebbero fare una mega alleanza dal sapore di inciucio pur di galleggiare per altri tre anni? Tutto questo scenario viene reso ancora più reale dal fatto che questa legislatura voterà per il nuovo Capo dello Stato. Bisogna fare ogni alleanza possibile pur di scongiurare che la Lega torni al voto, ottenga una maggioranza assoluta dei voti ed esprima un suo Capo dello Stato. Attualmente il partito di Matteo Salvini, nonostante nel Paese sia tra il 38 il 40%, nelle aule di Camera e Senato conta ancora il 17%.
Di fronte a tale scenario
, le forze sovraniste non resterebbero a guardare e sono già pronte azioni eclatanti per restituire voce ai cittadini italiani.
La partita non è solo quindi per un Commissario E
uropeo, ma un piano più lungimirante per tenere lontani i leghisti dal Quirinale

Naturalmente è più che prevedibile che se dovesse andare in porto questa nuova versione di “golpe bianco” il programma del futuro Governo che già viene chiamato ‘Patto del Cavoletto’essendo stato tenuto a battesimo a Bruxelles, rinnegherà immediatamente le politiche di chiusura all’immigrazione clandestina portate avanti dal leader leghista la riapertura dei porti tanto cara ai partner europei, nonché la definitiva archiviazione della flat tax e il ripristino della Fornero.

In cambio, i grillini avrebbero rassicurazioni sulla continuazione rivista e corretta del reddito di cittadinanza che nella sua prima formulazione non ha ottenuto il risultato sperato.

Insomma ci attende una estate particolarmente calda dove può succedere di tutto e il contrario di tutto! 

Vince il buonsenso


PERDONO SOLO QUELLI DEL M5S E I LORO ACCOLITI
finita ‘a sceneggiata

L’annuncio del premier Conte che dà il via libera alle gare d’appalto per il Tav Torino-Lione è la più cocente sconfitta mai subìta dai 5Stelle in dieci anni di vita.

L’hanno tirata per le lunghe, hanno inventato mille scuse, hanno speso montagne di nostri soldi per fare verifiche e valutazioni di esperti, anche a favore per poi licenziarli, per nulla, solo per dare dimostrazione dei loro principi di onestà stupida.

Sono degli incapaci, dei quaquaraqua da bar, degli stupidi idealisti, senza nessuna esperienza e di lavoro e di gestione.
Analfabeti funzionali incapaci, pur leggendo, di comprendere il significato del testo.
Travisandolo pure

Si sono inventati MandatoZero, una coglionaggine che più cogliona non può essere, tutto per mantenere e stare al potere.

Hanno votato in Europa contro gli interessi italiani, dicendo poi di non aver capito che i loro voti erano decisivi per il vero cambiamento europeo. Deficienti!

Vanno mandati a casa immediatamente per il nostro e loro bene.


La corrente vacilla


C’è un dato: l’omertà del Mainstream vacilla

di Ornella Mariani
Sempre più Gente consapevolizza la pericolosità del momento e l’ineludibilità del tonfo del Governo.
Per quanto Emulo dell’Ever Green precedente, Mattarella non potrà risolvere la crisi con una soluzione “estiva” di gradimento europeo poiché, nella interiorizzazione delle circostanze e dei comportamenti, enorme ruolo ha assunto la incontrollabilità dei Social.
Sicché, per quanto impegno l’Informazione versi nella manipolazione delle notizie, non sfugge più a nessuno che il degrado istituzionale ha raggiunto livelli da Quarto Mondo e che siamo alla vigilia di una drammatica e fisiologica implosione.

La corruzione di ampi settori della Magistratura trasformati in Comitati d’affare, i cui tariffari riferiti all’orientamento di sentenze, al rinvio di udienze, alla diffusione di notizie segrete, rilanciano memoria della Taxa Camerae istituita nel 1517 da Leone X; l’inverificabile pioggia di rubli elargiti alla Lega, con buona pace di quelli di cossuttiana memoria e delle attività del Kompagno Greganti; la impunità accordata ad una Delinquente che ha ridicolizzato e umiliato l’Italia sul piano internazionale; gli orrori consumati a Bibbiano, hanno duramente scosso l’Opinione Pubblica, distrutto le basi dell’Etica e la cultura del Diritto e definitivamente rivelato il volto della Sinistra arroventando questo luglio dominato dalla impopolarità dell’Inquilino del Quirinale: un Capo di Stato indifferente agli interessi della Nazione e prono, anzi, ai diktat dei suoi Nemici.

Il Paese, in definitiva, è al capolinea per la impossibilità a difendersi dalle aggressioni esterne dell’Europa e per l’ostruzionismo attuato da Impresentabili Dilettanti della Maggioranza, complice di una Opposizione squalificata ed espedientista.

  • Spiccano, in questo scenario, le competenze intellettuali; finanziarie e politiche di un Di battista, già Animatore turistico a San Vito lo Capo col nome d’arte Cuore di panna ed aspirante Premier;
  • di un Di Maio, Ministro del Lavoro e già Bibbitaro allo stadio partenopeo San Paolo, col nome di Giggino;
  • di un Bonafede, Guardasigilli e già D.J. a Mazara del Vallo ove era noto col nome di Fofò;
  • le insulse risatine di Zingaretti;
  • il silenzio del Papa sui crimini di Bibbiano;
  • la volgarità delle Claustrali di sessantadue Monasteri disposte ad accogliere i Migranti;
  • l’isolamento di Salvini e le ipocrisie!

Dal cordoglio per la morte del Regista di quelle inchieste unilaterali che destabilizzarono l’Italia per fare questa Italia, alla esaltazione di un Autore di testi da spiaggia.
Di fronte: l’archiviazione dell’Etica e la prospettiva di uno Stato autoritario che si presti ad una operazione di epocale mostruosità, vantaggiosa per un gruppo di criminali oligarchi: la riduzione della popolazione mondiale attraverso la distruzione della Famiglia tradizionale; la negazione della Religione; l’indottrinamento delle nuove Generazioni, orientate verso l’omosessualizzazione; l’introduzione del Terrorismo e la proletarizzazione selvaggia.

E la ribellione: di cui sembra non tenersi conto…

Esistono già



Trentino alto Adige e Sicilia hanno una grande autonomia, poi c’è Val d’Aosta, Sardegna e F. V. G con un’altra autonomia e ad ogg,i lo stato italiano è rimasto integro e non è mai stato messo in discussione.
Perché, ora che lo chiede il Veneto e la Lombardia, oltre a l’Emilia-Romagna, l’Italia si dividerebbe?
Perchè non lo volete fare e soprattutto rispettando il volere popolare referendario.

PERCHè SONO LE TRE REGIONI PIù RICCHE E PRODUTTIVE DEL BEL PAESE, DELLE GRASSE MUCCHE DA MUNGERE.

Io da cittadino del nord dico che voi politici, non, certo i cittadini del sud che sono uguali ai cittadini del nord, alimentate questo spauracchio perché altrimenti, per voi è solo per voi, la pacchia sarebbe finita.

Siete così avidi ed ottusi che per mantenere quei vostri voti rubati che avete raccolto, bloccate lo sviluppo di un grande Paese, tenendolo all’angolo come fanno le mafie.

Ho però l’impressione, quasi certezza che i popoli d’Italia, perchè non neghiamolo abbiamo culture diverse nel nostro Bel Paese, l’abbiano capito e che saranno pronti a castigarvi alle prossime elezioni.

A buon intenditor poche parole.

gm


 

Sassi sul fango



La sinistra dei cialtroni, dei falsi, dei quacquaraquà e dei miserabili è ormai alla canna del gas, sta cercando disperatamente di acquisire consenso e demolire Salvini attraverso la solita macchina del fango, ma non riesce a percepire che per il popolo Italiano quel gioco al massacro non funziona più.
Al contrario, più insistono e più cresce il consenso alla Lega.

E’ un delirio a sinistra e tra i 5ss, sentono l’odore della paura e sclerano.

Non si vogliono rendere conto che tutto il popolo italiano, tranne il mondo degli stupidi, ancora 1 terzo, non ne vogliono più sapere di loro. Troppe ne hanno fatto in tutti i sensi: incapacità conclamata, disonestà e amoralità della peggior specie.

La macchina del fango oltre a non funzionare più verrà sommersa da montagne di sassi che il popolo tirerà.

Chi vivrà vedrà e non saranno cose belle.

Magistratura affondata


La fiducia nella magistratura crolla ai minimi storici: credibilità compromessa dagli scandali

Solo un italiano su tre dichiara di aver fiducia nella magistratura, mentre per il 31% dei cittadini è il contrario. Lo scandalo che ha coinvolto il Csm, investito da casi di corruzione e favoritismi, ha portato la fiducia degli italiani nei giudici ai minimi storici. Un sondaggio sottolinea come ci sia il rischio che la credibilità della Giustizia venga meno e che qualsiasi inchiesta o sentenza futura possa essere screditata dall’opinione pubblica.

I casi di corruzione, favoritismi e nomine che stanno sconvolgendo la magistratura italiana hanno influenzato negativamente l’opinione dei cittadini sugli organi della giustizia. Le vicende che hanno investito il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), e in particolare la figura di Luca Palamara, hanno scalfito la fiducia degli italiani, portandola ai minimi storici. In realtà, questa tendenza è ormai avviata da anni, ma lo scandalo in corso ha intensificato il picco verso il basso. In passato, come in generale avveniva per le istituzioni di garanzia, anche i giudici beneficiavano di un’importante livello di fiducia popolare, specialmente durante gli Anni di piombo o Tangentopoli, periodi in cui la loro lotta contro la criminalità organizzata o la politica corrotta circondava i magistrati di stima e rispetto.  Negli anni di Silvio Berlusconi al potere, in cui l’ex presidente del Consiglio finì al centro di diverse inchieste giudiziari, la percezione cittadina della magistratura cambiò: se da un lato si radicalizzò il sentimento di esaltazione dell’attività giudiziaria, dall’altro si cominciò anche a denunciare gli intrecci fra queste e quella politica.

Ad oggi, a quanto riporta un sondaggio condotto da Ipsos per il Corriere della Sera, solamente un italiano su tre dichiara di aver fiducia nella magistratura: in termini percentuali ciò significa un 35%, mentre ad affermare il contrario è circa il 55%.
Rispetto all’apice positivo del 2011, quando nel pieno della crisi economica e politica i cittadini si affidavano alle istituzioni di garanzia, si sono registrati 30 punti in meno nell’indice di fiducia.
La credibilità dei giudici appare quindi fortemente compromessa.
Ciò vale indipendentemente dall’elettorato: in generale la fiducia nei giudici è molto bassa sia tra chi vota Lega (solo il 26% ha stima per l’istituzione), sia tra chi invece da la propria preferenza al Movimento Cinque Stelle (il 33% si dice fiducioso nei giudici): tra gli elettori del Partito democratico questa propensione tende invece a essere invertita, con il 61% dei votanti dem che afferma di riporre fiducia negli organi della Giustizia.

“Si profila il rischio assai serio di un danno reputazionale che investe l’intera magistratura compromettendo la sua credibilità”, ha precisato l’autore del sondaggio Nando Pagnoncelli. ”
Resta il dubbio che in futuro una qualsiasi inchiesta o sentenza che coinvolga uno o più politici possa essere screditata e considerata dall’opinione pubblica come una indebita competizione, finalizzata unicamente alla gestione del potere”, ha aggiunto, sottolineando che “sarebbe un colpo ferale allo stato di diritto“.

di Annalisa Girardi

Bambolotti da crescere


Il Paese è nelle mani di cialtroni che per un pugno di voti soffocano un volano di crescita come l’#Autonomia e contrabbandano il tutto come una battaglia Nord contro Sud. Qualcuno per biechi interessi politici vuole apparire paladino del Sud e salvare un po’ di voti, ma così facendo fa un danno al Paese e al Sud stesso.
di Attilio Fontana


E’ mai possibile che nel 21° Secolo, siamo nel 2019 non si senta ancora al Sud il bisogno di avere l’orgoglio delle persone adulte ed indipendenti.

Si preferisce continuare a compiangersi ancora sui disastri Garibaldini dei Savoia, peraltro vergognosamente veri ma sono passati secoli oramai, piuttosto che prendersi la responsabilità ed il carico del proprio presente e futuro… Inaudito

C’è un potenziale umano e di territorio incredibili, una capacità creativa che non ha pari, ma niente, si piange e nonostante umiliazioni continue non ci si vuole staccare dalla tetta lattifera dello Stato Centrale, con tutti i danni e le limitazioni che lo stesso impone.
Prima fra tutte la malavita che vive di questo
.

E’ inconcepibile ed incomprensibile, se non per l’ignoranza diffusa che esiste.

Non voglio parlare dei politicanti, loro fanno il loro mestiere di meretrici, promettere, approfittare e rubare
ma il meraviglioso popolo del Sud che preferisce andarsene al Nord anche d’Europa, se non al di là degli oceani, pur di non lottare per casa loro è odioso.

SIETE DEI CODARDI PAUROSI E VENALI.
il motore, la macchina e fare festa.

Ma così facendo Vi condannate a rimanere sempre sudditi e servitori… e piagnucoloni.

Scrivo questo non per cattiveria, ma perchè Vi amo e vi apprezzo, ma Vi odio per la Vostra indolenza e tolleranza infinita, al limite della follia.
Tirate fuori le palle… cazzoooooo

gm

 

Il Triangolo


ITALIA-UE: CONTRASTO ALL’IMMIGRAZIONE ILLEGALE

Italia-Ue: contrasto all’immigrazione illegaleL’Italia deve essere politicamente e culturalmente vicina agli Stati Uniti e condividere la politica di Donald Trump di contrasto all’immigrazione illegale. Ancora meglio, se l’Italia riesce a coltivare rapporti diplomatici ed economici con la Russia di Vladimir Putin. Buon per noi e per i nostri imprenditori, per i nostri commerci. Certo, non bisogna dimenticare che il posizionamento dell’Italia nel mondo sia all’interno della Nato, dentro il blocco occidentale.

Dunque, i legami strategici tra gli Stati Uniti e l’Italia devono essere stabili e profondi, fondati su totale lealtà. Ma in Italia deve essere coltivata la legge. A questo proposito, è necessaria una profonda riforma della giustizia del nostro Paese. I cosiddetti buonisti fanno finta di abbracciare l’umanità con compassione e pietà, per farsi essenzialmente gli affari personali e di famiglia.

Carola Rackete, ad esempio, ha violato e viola il diritto – sia italiano che internazionale – prendendo una barca ed andando a prendere i profughi, in dolosa collaborazione con i trafficanti di uomini. Lo stesso vale per la sinistra italiana. La collaborazione con gli scafisti è reato e come tale va perseguito. Chi applica la legge non è responsabile della laida propaganda degli opportunisti. Sui barconi di Carola e gli altri si trovano clandestini stranieri irregolari.

Ma Papa Bergoglio e i sinistri non hanno il coraggio della verità. Sono cento milioni i migranti che dalla sola Africa vogliono venire in Italia. Non in Europa. Anche perché la Francia di Emmanuel Macron e la Germania di Angela Merkel li rispediscono da noi. Ma in Italia non riusciamo a presidiare i nostri confini. Deve essere chiaro: bisogna applicare la legge e contrastare i clandestini.

L’Italia, che è Paese ricco e importante dell’Ue, deve comunicare all’attuale Europa franco-tedesca, la rimodulazione delle regole comuni. A partire dall’euro. In buona sostanza, l’Italia deve uscire dalle regole europee dell’euro che la vincolano e ne ostruiscono la crescita – l’euro blocca in eterno la crescita e il futuro benessere italiani – ristrutturando e riformando le regole d’Europa. Il nostro importante Paese è gravato da un iper assistenzialismo e da corpose inefficienze che richiedono riforme. Impossibilitati a realizzarle, l’Italia rimane, così com’è oggi, incastrata nella fissità dell’euro che ci condanna a non potere mai crescere. Svalutabilità e oscillabilità del nostro denaro sono per noi linfa vitale. Ma l’euro è oggi la nostra tomba. Che va modificata, cambiata, resa oscillabile, riformata. La presidenza franco-tedesca di Ursula von der Leyen si è immediatamente insinuata tra i minatori della compattezza e della stabilità politica italiana e lavora a minare le basi delle riforme necessarie per lo sviluppo dell’Italia in Europa.