IO VI ACCUSO

IO VI ACCUSO!

Splendida lettera di un insegnante

Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi e tutta la schiera della vostra bolgia infernale… io vi accuso.

Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.

Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico.

Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo.

Questo è il vostro mondo, questo è ciò che da anni vomitate dai vostri studi televisivi.

Avete sdoganato la maleducazione, l’ignoranza, la povertà morale e culturale come modelli di relazioni e riconoscimento sociale, perché i vostri programmi abbondano con il vostro consenso di cafoni, ignoranti e maleducati. Avete regalato fama e trasformato in modelli da imitare personaggi che non hanno valori, non hanno cultura, non hanno alcuno spessore morale.

Rappresentate l’umiliazione dei laureati, la mortificazione di chi studia, di chi investe tempo e risorse nella cultura, di chi frustrato abbandona infine l’Italia perché la ribalta e l’attenzione sono per i teatranti dei vostri programmi.

Parlo da insegnante, che vede i propri alunni emulare esasperatamente gli atteggiamenti di boria, di falsità, di apparenza, di provocazione, di ostentazione, di maleducazione che diffondono i personaggi della vostra televisione; che vede replicare nelle proprie aule le stesse tristi e squallide dinamiche da reality, nella convinzione che sia questo e solo questo il modo di relazionarsi con i propri coetanei e di guadagnarsi la loro accettazione e la loro stima; che vede lo smarrimento, la paura, l’isolamento negli occhi di quei ragazzi che invece non si adeguano, non cedono alla seduzione di questo orribile mondo, ma per questo vengono ripagati con l’emarginazione e la derisione.

Ho visto nei miei anni di insegnamento prima con perplessità, poi con preoccupazione, ora con terrore  centinaia di alunni comportarsi come replicanti degli imbarazzanti personaggi che popolano le vostre trasmissioni, per cercare di essere come loro. E provo orrore per il compiacimento che trasudano le vostre conduzioni al cospetto di certi personaggi.

Io vi accuso, dunque, perché di tutto ciò siete responsabili in prima persona.

Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.

Marco Galice

VI METTERANNO LE MANI IN TASCA

“Vi spiego quello che sta accadendo: vogliono farvi togliere i soldi da sotto il materasso” ► Malvezzi

Circondati da un virus che ci descrivono senza via di uscita, se non attraverso il vaccino. Immersi in un’economia di mercato, dove il contante lascerà sempre più spazio alla carta di credito. Verso quale tipo di società stiamo andando?

Secondo il professor Valerio Malvezzi, ospite di Fabio Duranti e Francesco Vergovich, si sta chiudendo il cerchio degli analisti della finanza che vedono realizzare il loro progetto T.I.N.A: There is no alternative. L’unica via uscita che ci vogliono indicare sarebbe quella di investire i nostri soldi nei mercati, di nutrire l’economia capitalistica.

VI ESPROPRIERANNO DEI VOSTRI RISPARMI

Il nuovo feudalesimo globale e’ qui

neofeudalesimo globale

27 Ottobre 2020

Le cose stanno precipitando sempre più rapidamente. Ciò che ho definito neofeudalesimo Globale ci sta piombando addosso, proprio adesso, proprio qui.

Ritornano i Campi di concentramento

In vari paesi del mondo stanno allestendo campi di concentramento in cui rinchiudere le persone, senza accuse né processi né assistenza legale, in attesa di “testarle” per decidere che fare con loro. Se non ne foste al corrente, erano le precise condizioni in cui vennero creati i primi campi di concentramento nei primi mesi del nazismo. Erano campi in cui radunare gli oppositori che non erano accusati di alcun crimine ma tuttavia detenuti in attesa di “determinazione” del loro status. Se non ci credete vi comprendo benissimo, anche io faticavo a crederci. Eppure sta accadendo di nuovo e proprio adesso. Alcuni esempi:

Campi in Canada

In Canada il governo rifiuta di rispondere sui contratti relativi alla costruzione di questi “campi” che un membro del parlamento esibisce chiedendo spiegazioni. Lo potete sentire e vedere in questo video:

Campi in Nuova zelanda

In Nuova Zelanda i “campi di quarantena” sono stati resi operativi oggi. Vi rinchiuderanno sia i casi positivi sia i loro contatti e familiari, in attesa di decidere cosa fare. Lo ha annunciato il ministro della salute in questo video.

Canada: il piano a porte chiuse

Sempre riguardo al Canada, in questo video un membro del partito di governo orripilato da quanto sta accadendo ha fatto trapelare nei dettagli il piano discusso a porte chiuse. Il video è in francese, riporto di seguito la traduzione del piano così come spiegata.

Dettagli trapelati del piano programmato a porte chiuse dal governo canadese, che sarebbe basato su un modello diffuso per venire portato avanti da vari governi di altri Stati del mondo:

  • Istituire progressivamente un secondo lockdown su base continua prima nelle metropoli e poi nelle periferie entro novembre 2020
  • Accelerare la costruzione dei campi di isolamento/quarantena entro dicembre 2020
  • È previsto l’aumento esponenziale dei casi e dei decessi, per fine novembre 2020
  • Un secondo lockdown completo e totale molto più severo del primo, per fine dicembre 2020 e inizio gennaio 2021
  • La riforma e la trasformazione del sistema di sussidi di disoccupazione per la transizione verso un reddito universale, previsto per il primo trimestre 2021
  • La programmazione di una mutazione del virus Covid 19 con un altro virus chiamato Covid 21 che porterà a una terza ondata con un tasso di infezione e di decessi molto più elevato, per febbraio 2021
  • I nuovi casi di ricovero per Covid 19 e Covid 21 supereranno le capacità ospedaliere, per il primo e secondo trimestre del 2021
  • Restrizioni di lockdown migliorativo chiamate terzo lockdown saranno attuate con il divieto totale di viaggio anche tra città e paesi, secondo trimestre 2021
  • L’inserimento nel progetto di reddito universale, per il secondo trimestre 2021
  • L’interruzione programmata delle catene di rifornimento e degli stock, con grande instabilità economica, prevista per la fine del secondo trimestre 2021
  • Dispiegamento di militari nelle metropoli e nelle principali strade per instaurare posti di blocco e limitare gli spostamenti, al terzo trimestre 2021
Sarà vero?

Non chiedetemi se posso garantire che tutto ciò sia vero: non lo so. Parti di questo programma mi erano note, ne avevo avuto notizia già decenni fa, avevo cercato di approfondire trovando alcune conferme e molte porte chiuse. Alcune di queste attività e di questi progetti li ho denunciati nei miei articoli e nei miei post, da anni. Altre sono diventate evidenti negli ultimi mesi e sono oggi sotto gli occhi di tutti.

Ne ho parlato ad esempio in questo articolo nel 2014:

Il Grande Reset

Per chi si domandasse perché starebbero facendo tutto questo e che razza di mondo ci sarebbe in programma di creare, l’ipotesi è che si stia tentando di passare attraverso un “grande reset” ad un sistema di vita ed anche economico totalmente differente. Un Nuovo Ordine Mondiale cui non solo vengano abolite in modo permanente tutte le garanzie costituzionali e i diritti dei singoli ma si modifichi in modo sostanziale proprio il funzionamento dell’economia stessa a livello globale.

Questo articolo di Scenari Economici presenta un quadro piuttosto completo e davvero inquietante del programma in atto. Non posso affermare quanto sia preciso ma purtroppo appare confermato non solo dai fatti ma da sempre più fonti indipendenti tra loro.

Fate la vostra scelta

Lo ribadisco ancora una volta: non so e non posso sapere se le spiegazioni degli eventi in atto siano davvero queste e nel caso quanto siano precise, ma gli eventi ci sono, sono globali e li stiamo subendo anche noi. Rifiutare di guardarli, rifiutare di accettarli non li terrà lontani e non li farà sparire. Per quanto spaventoso e doloroso possa essere, se questo è il mondo in cui ci stano imprigionando, dobbiamo prenderne atto e ciascuno di noi deve decidere se accettarlo o ribellarsi.

Io ho fatto la mia scelta.

Stefano Re

Arrangiati itagliano

ARRANGIARSI SÌ, MA A TUTTO C’È UN LIMITE (E LO AVETE STRA SUPERATO)

E’ inutile negarlo, in Italia il senso civico non è mai stato ai massimi livelli. A scuola educazione civica era relegata ad un’oretta alla settimana, nemmeno tutti gli anni, forse perché da tempo si pensa che le persone debbano solo occuparsi di delegare terzi per il loro bene, invece che interessarsi direttamente delle cose ed imparare a considerare anche loro ciò che è pubblico (anche loro, non loro come pensano taluni).
Ovviamente ci sono le dovute eccezioni, l’Italia è lunga e variegata ed assistiamo ad un approccio molto diverso quando si parla affrontare i problemi, ma, sempre più, l’arte di arrangiarsi prende piede nel popolo italico.
La spasmodica ricerca del contributo pubblico un uso in tante aziende (senza verificare se ciò per cui si chiedeva un contributo avesse un senso) è stata trasferita ultimamente ai privati che dal divano pretendono di percepire, vita natural durante, un reddito di cittadinanza addirittura commisurato alle loro aspettative. Fate finta di non saperlo, ma sono una marea le persone che non votano più i figli delle stelle perché pensavano di avere 800 euro al mese e ne hanno presi solo 2/300.
Arrangiamoci dai, un po’ ce lo danno i figli delle stelle il resto arriva con un bel lavoretto in nero, e fanculo se un imprenditore (sporco evasore, brutto e cattivo) mi offre un lavoro.
Ma questi sono miei concittadini? Votano? Influiscono sulla vita di chi per vivere il culo sul divano non lo mette mai?
Ovviamente tutti amareggiati per gli stipendi faraonici dei parlamentari, che poi faraonici non sono (basterebbe informarsi invece che arrangiarsi con le minchiate su Facebook), ma sempre soldi buttati nel cesso visto che tanto non si sentono nemmeno più se non a starnazzare nei vari programmi TV.
E allora arrangiamoci con il Parlamento che abbiamo, tanto cosa vuoi che serva, il capo partito pensa già lui a tutto.
Arrangiamoci con una sanità che passa da essere disastrata ad eroe in funzione dell’emergenza che capita, e arrangiamoci anche con tutte queste emergenze fatte perché il governo possa arrangiarsi come vuole.
E arrangiamoci coi Recovery Fund che pensi che siano regali, e non sai che invece dovremo anticiparli noi (basterà una patrimonialina sulla prima casa, che ci vuole, basta arrangiarci), e poi li riceveremo un po’ alla volta se facciamo i bravi. Ma basta arrangiarci, lo abbiamo sempre fatto con l’euro, e guarda come stiamo arrangiati!
E poi basta con tutti questi incontri in piazza, a messa, a scuola: distanti ed imbavagliati, dopotutto il reddito di nullafacenza arriva lo stesso e le tasse per pagarlo basta aumentarle un po’ a chi lavora: dai, arrangiamoci così, con la FIAT 126 storica da usare tutti i giorni senza pagare bollo ed assicurazione.
Arrangiamoci, è lo Stato che deve pensare a noi, noi al massimo stiamo sul divano, sussidiati come se non ci fosse domani, tanto qualcuno che si fa il culo al nostro posto c’è sempre, ma perché è colpa sua, non sa arrangiarsi, vuole lavorare onestamente e pagare le tasse con dignità, non vuole vivere con la spada di Damocle sulla testa ogni minuto. Non sa arrangiarsi, non ruba, non evade, non scappa, si lamenta e basta e rimane onesto, è proprio un coglione.
Arrangiamoci dai, accettiamo tutto, chiusure, figli inginocchiati a scuola, governanti imbonitori, giornalisti asserviti, presidenti provocatori, che ce ne frega, basta adattarci.
E poi è una vita che in Italia si danno stipendi (pubblici) per avere voti, il reddito di grattamento di palle lo hanno sempre dato. Ma adattiamoci, anzi, aumentiamo i cittadini a cui dare un divano ed un reddito di clandestinanza (e magari un monopattino) prendendoli da altre nazioni che tanto un coglione che paga (disadattato) c’è sempre.
Arrangiamoci ed adattiamoci al sistema fiscale tedesco, adattiamoci al parlamento bulgaro, adattiamoci alle tasse da super lusso, adattiamoci alla corrente elettrica che vendono in oreficeria, adattiamoci a comprare macchine ibride che con 30000 euro ti compri la 500 che quella che hai è 2 annoi che inquina.
Arrangiamoci con un uomo che non è un uomo ed una donna che non è una donna, con un fascismo che non è fascismo, con un razzismo che non è razzismo, adattiamoci ai processi farsa ai capi dell’opposizione, tanto mi sta antipatico, cavoli suoi, ed io non sarò mai al suo posto, perché se ti arrangi il tuo culo non sarà mai sfiorato dalla griglia che ti stanno preparando (su cui vedi stare male gli altri ma te ne freghi alla grande, brutto pezzo di m… che sei).
Tu arrangiati e credici.
Ora che ti sei arrangiato, che credi di essere al sicuro, ora ti arriverà il conto, perché chi ti ha mantenuto fino adesso, o muore, o se ne va! Contento?
ORA ARRANGIATI SCEMO MASCHERATO!

Dittatura di stolti

Mascherina obbligatoria all’aperto: esperti unanimi contro l’idiozia di Conte

mascherina obbligatoria silvestri galli bassetti crisanti

Da giovedì prossimo in tutto il territorio nazionale la mascherina diventerà obbligatoria anche all’aperto a prescindere dalla quantità di persone in strada.

Stamattina, durante l’intervento in Parlamento sul prossimo Dpcm, il Ministro della salute Roberto Speranza ha confermato l’obbligo di mascherina all’aperto.

Un provvedimento che sembra non piacere agli esperti. Il primo a farsi sentire è stato il virologo Guido Silvestri che definì l’ordinanza del Governatore De Luca “una completa idiozia”.

“Obbligare l’uso delle mascherine all’aperto a tutti e senza riguardo per la distanza interpersonale – aveva detto Silvestri – è, scientificamente parlando, una completa idiozia. Tutti quelli che capiscono un briciolo di epidemiologia e virologia lo sanno benissimo”.

Mascherina obbligatoria all’aperto: il parere di Galli, Crisanti e Bassetti

Sulla stessa linea il virologo Andrea Crisanti“L’obbligo di mascherina all’aperto non risolve il problema” ha detto a SkyTg24.

“Sicuramente protegge e io la uso sempre – ha continuato – ma se attraversi la strada da solo e intorno a te non c’è nessuno, diventa un provvedimento difficilmente comprensibile”.

Nella stessa intervista Crisanti aveva fatto notare che durante l’estate nessuno indossava la mascherina eppure, nonostante i tanti assembramenti, i casi non erano aumentati.

Dello stesso parere anche Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco e dell’università Statale di Milano.

“Che uno debba metterla mentre passeggia da solo, o sale in montagna in cordata singola, allora questa è abbastanza un’assurdità” ha commentato l’infettivologo.

Alla lunga lista si è aggiunto questa mattina anche il direttore di Malattie infettive del San Martino di Genova Matteo Bassetti.

“L’uso delle mascherine ha senso solo in luoghi confinati” ha scritto su Facebook. “Ho provato a cercare evidenze scientifiche sull’uso della mascherina all’aria aperta e dei potenziali benefici sulla trasmissione del virus, ma non ne ho trovate”.

Per Bassetti “rendere obbligatoria la mascherina in tutta Italia all’aperto senza alcuna distinzione tra le aree geografiche a più alta e più bassa circolazione endemica è sbagliato. Se nessun altro paese al mondo ha preso questo provvedimento su scala nazionale e per decreto ci sarà una ragione?”

Insomma pare abbastanza evidente che il mondo scientifico sia contrario all’obbligo della mascherina all’aperto. Non si capisce come mai il Governo abbia deciso di andare avanti con questo provvedimento.

Di notte si delinque meglio

Col calar delle tenebre Giuseppe 2 e il suo governo hanno smantellato i decreti sicurezza e immigrazione del loro più grande nemico: il Giuseppe 1. Varato un decreto che spalanca le porte all’immigrazione illegale di massa e che concede la protezione umanitaria a chiunque. Un segnale di arrendevolezza ai trafficanti di esseri umani che porterà a un aumento degli sbarchi e isolerà l’Italia in Europa, che chiede serietà nella difesa dei confini esterni dell’Unione e non vuole essere coinvolta dalla furia immigrazionista della sinistra italiana. Con un paradosso nel paradosso: mentre da una parte il Governo restringe a colpi di decreto la libertà degli italiani, dall’altra dà piena libertà alle Ong e a chi specula sull’immigrazione illegale.

Conte mai avuto una linea politica

Conte

L’ex ministro Tria vuota il sacco su Conte: «Non ha mai avuto una linea». Nello studio cala il gelo

di Gabriele Alberti
Trascorse un  anno gomito a gomito con Giuseppe Conte.  Non è la prima volta che Tria ammette quello che fu l’atteggiamento del premer di allora. Che non è cambiato. “Quando ho governato – spiega a proposito del  premier- , lui non esprimeva un’opinione su quello che bisognava fare, era un po’ una mediazione.
Non l’ho mai visto prendere una posizione”.
Di fatto, un premier fantoccio preso in mezzo tra Matteo Salvini Luigi Di Maio.

Si parlava, naturalmente, della notizia del giorno: il processo a Salvini a Catania e della corresponsabilità di tutto il governo di quella che era una linea dell’esecutivo e non un ghiribizzo personale di Salvini. Tria, che in altre precedenti ospitate ha sempre lealmente ammesso che vi era una condivisione delle scelte, ora dice anche di più. Giuseppi, uno nessuno centomila. Barbara Palombelli impallidisce di fronte a un’ammissione così forte. Nessuno aveva mai “osato” dire chiaro e tondo che Conte non avesse una sua linea politica autonoma. “Non sto dicendo nulla di male – prosegue il “tecnico” Tria -, ma non c’era una linea politica Conte, mi pare evidente”.

Fari puntati ora su Mes e Recovery Fund. “Bisognerà vedere se c’è una linea Conte, sul Recovery Fund: dicono sempre che bisogna farlo per bene,  ma mi pare ovvio, nessuno vorrebbe farlo per male”.
Insomma, la linea Conte, ieri come oggi; o forse peggio oggi di ieri.

L’ipocondria di Stato e la politica totalitaria

Il virus c’è e nessuno ce lo può togliere di mezzo, né i medici né i politici né i negazionisti. Il contagio sale, come era del resto previsto, e nessun può negarlo. Però accanto alla realtà c’è la sua interpretazione, c’è la politica fondata sul virus, la politica che campa sul virus e spera nel virus. Potremmo chiamarla politicovid, ed è adottata da governi, media, campagne elettorali. Oltre la realtà della pandemia c’è l’iperrealtà del suo uso politico.

Di che si tratta? Di una partita doppia, anzi cornuta: da una parte siamo alla somministrazione controllata dell’Ipocondria di Stato e dall’altra siamo all’uso iettatorio della malattia, come anatema politico-sanitario, giustizialismo del malaugurio, malocchio, ordalia o giudizio divino del nemico odiato.

Spieghiamoci meglio. I contagi sono in crescita, non solo da noi, e già si sapeva che sarebbe successo in autunno. Non sono nostradamus ma le prime pagine di questi giorni me le aspettavo da mesi. L’uso politico del contagio precede e amplifica il contagio stesso.

I numeri servono per giustificare un lockdown strisciante, una psico-quarantena permanente e per imbavagliarci in tutti i i luoghi a tutte le ore, per farci vivere sotto schiaffo della calamità permanente e dunque con la paura e il bisogno dello Stato salvatore. I numeri e i casi servono a giustificare il protrarsi di uno stato d’emergenza che altri paesi anche più inguaiati del nostro non sentono la necessità di proclamare. Se c’è da prendere le misure si prendono, basta essere pronti e preparati; non c’è bisogno di stabilire per legge i pieni poteri speciali al governo per uno stato d’emergenza che così protratto e accompagnato da campagne terroristiche, va ben oltre i limiti temporali e sostanziali dello stato d’eccezione.

È grottesco che si diffonda il panico gridando ai megafoni di mantenere la calma. Pericolo pericolo!, i letti negli ospedali si esauriranno, il morbo dilaga, focolai dappertutto, attenzione, timore e terrore, isolamento. Però, vi raccomando, mantenete la calma. Ormai abbiamo capito come tradurre quel mantenete la calma: tutti col guinzaglio e la museruola, mantenete lo status quo, non pensate a destabilizzare, tenetevi stretti il governo in carica, ubbidite al potere politico-sanitario, senza obiezioni; anche voi medici, guai se con seri argomenti osate dubitare per esempio degli obblighi vaccinali: sarete rimossi, denigrati, cancellati.

Il risultato complessivo è quel che dicevo: l’ipocondria di Stato, una specie di patofobia di cittadinanza, somministrata agli italiani da istituzioni e media. Intendiamoci, nessun uomo di senno può sognarsi di negare la realtà dei contagi; si può perfino pensare che non sia frutto del caso e della scalogna ma vi sia qualche responsabilità perfino qualche volontà. Qui come in Cina. Si può arrivare a pensare – ma non a sostenere se non hai prove fondate – che questi guai vengono per metà dalla (s)fortuna e per metà da fattori umani, parafrasando Machiavelli. Ma negare l’esistenza del covid e rifiutare ogni misura precauzionale è andare contro la realtà e l’evidenza.

Però l’amplificazione ossessiva, il pestaggio mentale che subiamo da più di sette mesi sta avvelenando la nostra vita, mettendola sotto scorta e in naftalina, negandoci a ogni socialità, ogni evento, ogni viaggio. La realtà c’è ma la sua interpretazione ingigantita ci sta rendendo ipocondriaci.

Qui scatta l’uso etico-politico della malattia: vedete Johnson, Bolsonaro, Trump o Briatore e Berlusconi? Erano quelli che sottovalutavano il morbo e la profilassi, o peggio, accusati di negazionismo, erano quelli dell’immunità di gregge, ecco gli sciagurati, se la sono cercata. Non capisco perché a questo proposito si cita Johnson e non si cita il governo progressista della Svezia sulla stessa linea dei britannici, anzi hanno proseguito ad oltranza, con risultati non tragici ma nella media europea. Ma Boris è conservatore, dunque è irresponsabile…

Si usa politicamente la malattia per biasimare Trump e i sovranisti, ma si accusano gli stessi di uso politico quando osano accennare alle responsabilità cinesi nei ritardi, le omissioni, la propagazione e poi lo sfruttamento del virus. Si può associare il covid ai sovranisti ma guai ad associarlo al regime comunista cinese, dal cui paese pure è partito.

Ogni notizia di sovranisti “positivi” è accompagnata da una ola di euforia e un commento implicito o a volte esplicito: se la sono cercata, l’hanno meritata, “ben li sta”. Ai negazionisti si oppongono i punizionisti: è il Signore, è l’Angelo sterminatore, è la provvidenza che punisce i colpevoli. Ecco i riti wodoo degli intellettuali e delle megere nigeriane o il sorrisino compiaciuto di chi gode per la punizione degli atei o scettici di dio covid. Ben gli sta. Ma ecco soprattutto la speranza: ciò che non fanno i popoli, ciò che non è riuscita a fare la magistratura, ora lo può fare il virus. Togliere di mezzo i sovranisti. Benedetta malattia, il covid sia lodato. Sarebbe facile dimostrare che gli atteggiamenti spavaldi di Trump risalgono a prima che l’onda investisse gli Stati Uniti; dunque nonostante usi da tempo le precauzioni, si è beccato solo ora il covid, non allora. Ed è azzoppato in campagna elettorale. Biden è una mezza sega, non regge il confronto; ci vuole qualcosa di più strong, magari un bel virus, visto che non bastano le inchieste giudiziarie, sessuali, finanziarie.

Ai tempi del comunismo l’avversario veniva eliminato fisicamente. Ai tempi del postcomunismo l’avversario veniva eliminato per via giudiziaria. Oggi l’eliminazione del nemico avviene per via sanitaria, per una malattia di cui è accusato lo stesso malato. Ecco l’uso politico del covid: da una parte per tenere i popoli sotto ipocondria e dall’altro per tenere i nemici sotto malattia.

È falso negare i rischi del contagio ma è altrettanto falso negarne l’uso politico.

MV, La Verità 4 ottobre 2020

Saper aspettare e’ il successo

La capacità di saper aspettare: la chiave di tutto!

Capita spesso che nella vita non si possa avere subito ciò che si vuole; mentre alcuni lo vedono come un peso, altri usano la loro capacità di posticipare la gratificazione per cambiare la loro vita.

Gli Americani chiamano conscientiousness, questo ingrediente segreto che differenzia le persone normali da quelle di successo.

persona di successo

Questa coscienziosità, se possiamo tradurla così, è stata oggetto di studi per più di 35 anni e sarebbe costituita da due fattori imprescindibili per riuscire nella vita: autocontrollo e capacità di posticipare le gratificazioni.

Ed ecco perché rappresenta per i ricercatori dell’Università del Michigan uno dei migliori indicatori di successo nella vita:

Le persone coscienziose…

→ Tendono ad avere titoli di studio più alti rispetto gli altri, a prescindere dall’estrazione sociale e dalle condizioni finanziarie di partenza.
 Raggiungono maggiormente i loro obiettivi.
 Hanno maggiore successo nel lavoro: sono più pagati e più promossi rispetto agli altri.
 Sono affidabili sia sul lavoro che nelle relazioni.
 Sono resilienti: finiscono ciò che cominciano, costi quel che costi.
 Hanno delle relazioni più soddisfacenti e sono più felici sul lavoro.
  Godono di uno stato di salute migliore e vivono più a lungo perché sono consci che la loro salute è una loro responsabilità

Inoltre hanno scoperto che le persone con un alto livello di coscienziosità sono molto più motivate, disciplinate e organizzate, mantengono un senso di lealtà ed integrità anche nelle condizioni più stressanti e amano lavorare.

In poche parole, le persone coscienziose ci danno dentro pur di raggiungere ciò che vogliono.

successo

Proprio per l’impatto positivo che questa caratteristica può aver nel mondo lavorativo ed imprenditoriale, i ricercatori hanno provato di capire come ci si può allenare alla coscienziosità e quali sono gli errori che ne compromettono lo sviluppo. E guarda a caso, questa qualità si sviluppa nell’infanzia.

Come incentivare l’auto-controllo e gli errori da evitare

Negli anni 60 e primi anni 70, il ricercatore Walter Mischel ha condotto un esperimento per capire come incentivare l’autocontrollo e il rimando delle gratificazioni ‒ e di conseguenza la coscienziosità‒ nei bambini così da capire come funziona e quali errori evitare.

The Marshwallow  Experiments: quanto riesci ad aspettare?

Il primo esperimento fu il famoso “The Marshmallow Experiments” durante il quale 600 bimbi furono invitati ad aspettare 15 minuti con un dolcetto di fronte a loro senza poterlo mangiare, con la promessa (mantenuta) che ne avrebbero avuto 2 al posto di 1 nel caso fossero riusciti ad aspettare.

Dopo l’esperimento, Walter Mischel seguì alcuni dei bambini che avevano concluso il test con successo e si accorse che la maggioranza dei bimbi che erano riusciti a posticipare la gratificazione, avevano migliori risultati a scuola e successo all’università.

Questo esperimento diede spunto al vero esperimento che mostra quali errori compromettono lo sviluppo della consapevolezza e dell’auto-controllo.

È possibile rimanere coscienzioso in situazioni avverse?

Celeste Kidd e il suo team dell’università di Rochester decise di aggiornare il Marshmallow Experiment, considerando che nella vita le cose non vanno sempre per il verso giusto e che le promesse non vengono sempre mantenute, per capire quanto l’ambiente esterno poteva influire sulle capacità dei bambini.

28 bambini tra i 3 e i 5 anni furono portati in una stanza dove avrebbero dovuto disegnare e colorare. Di fronte a loro c’era una trousse con delle vecchie matite. Potevano scegliere se usare quelle matite o aspettare per riceverne di nuove. La maggioranza decise di aspettare.

matite colorate

Passò quasi un quarto d’ora prima che l’assistente tornasse con le matite. Nel primo gruppo, tornò con tantissime matite nuove che fecero brillare gli occhi dei bimbi, nel secondo gruppo invece tornò con delle vecchie matite dicendo che purtroppo si era sbagliata e che non c’erano matite nuove. È inutile dire come si sentirono i bambini a questa notizia…

Dopo qualche tempo, gli stessi bambini seguirono il Marshmallow Experiment. Quelli del primo gruppo furono tutti ben disposti ad aspettare, quelli del secondo gruppo invece, dopo la brutta esperienza che avevano avuto la prima volta con le matite, non vollero saperne di aspettare e piombarono sul dolcetto senza esitazioni, come per dire: “Piuttosto di niente, meglio piuttosto!”.

Questo esperimento prova quanto un bambino ingannato, e che perde fiducia nella persona che rappresenta l’autorità, tenderà poi ad accontentarsi pur di non perdere ciò che ha, con grandissime difficoltà a posticipare le gratificazioni e diminuendo così le sue possibilità di successo in età adulta.

Il successo si basa sulla fiducia

Nel riuscire ad aspettare per ciò che vorremo, viene quindi coinvolta la pazienza, l’auto-controllo ma sopratutto la fiducia che la ricompensa comunque giungerà.

Purtroppo una persona ingannata con finte promesse già da piccola difficilmente avrà  fiducia nelle autorità e nelle persone che la circonderanno, aumentando di conseguenza i suoi livelli di ansia e la probabilità di comportamenti disfunzionali.

Perché:

1. Il mondo è ingiusto e bisogna lottare per mantenere ciò che si ha.
2. Non ci si può fidare di nessuno e quindi bisogna riuscire a fare tutto da solo/a.

Queste convinzioni hanno pesanti ripercussioni sopratutto nella vita professionale e relazionale delle persone che vivono in uno stato di ansia perenne.

Hanno poca fiducia negli altri e quindi non riescono a delegare, si caricano di lavoro oltre misura, ma sopratutto non riescono ad avere la fiducia necessaria nel domani da poter posticipare una gratificazione, con tutti i danni che questo può causare.

Ma ciò avrà validità solo fino a quando continueremo a considerare la fonte di autorità come esterna a noi.

Se invece consideriamo noi stessi come l’autorità da rispettare ‒  preferendo un locus of control interno al locus of control esterno‒ , allora saremo più inclini all’autocontrollo, alla coscienziosità e alla consapevolezza, aumentando di conseguenza le nostre probabilità di successo nella vita.

bambini

In definitiva la coscienziosità, l’autocontrollo e la pazienza ‒tutti gli ingredienti indispensabili per vivere una vita appagante‒, sono in realtà dei “muscoli” che possiamo allenare già dalla più giovane età.

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice & shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it

 

La capacità di saper aspettare: la chiave di tutto!

Capita spesso che nella vita non si possa avere subito ciò che si vuole; mentre alcuni lo vedono come un peso, altri usano la loro capacità di posticipare la gratificazione per cambiare la loro vita.

Gli Americani chiamano conscientiousness, questo ingrediente segreto che differenzia le persone normali da quelle di successo.

persona di successo

Questa coscienziosità, se possiamo tradurla così, è stata oggetto di studi per più di 35 anni e sarebbe costituita da due fattori imprescindibili per riuscire nella vita: autocontrollo e capacità di posticipare le gratificazioni.

Ed ecco perché rappresenta per i ricercatori dell’Università del Michigan uno dei migliori indicatori di successo nella vita:

Le persone coscienziose…

→ Tendono ad avere titoli di studio più alti rispetto gli altri, a prescindere dall’estrazione sociale e dalle condizioni finanziarie di partenza.
 Raggiungono maggiormente i loro obiettivi.
 Hanno maggiore successo nel lavoro: sono più pagati e più promossi rispetto agli altri.
 Sono affidabili sia sul lavoro che nelle relazioni.
 Sono resilienti: finiscono ciò che cominciano, costi quel che costi.
 Hanno delle relazioni più soddisfacenti e sono più felici sul lavoro.
  Godono di uno stato di salute migliore e vivono più a lungo perché sono consci che la loro salute è una loro responsabilità

Inoltre hanno scoperto che le persone con un alto livello di coscienziosità sono molto più motivate, disciplinate e organizzate, mantengono un senso di lealtà ed integrità anche nelle condizioni più stressanti e amano lavorare.

In poche parole, le persone coscienziose ci danno dentro pur di raggiungere ciò che vogliono.

successo

Proprio per l’impatto positivo che questa caratteristica può aver nel mondo lavorativo ed imprenditoriale, i ricercatori hanno provato di capire come ci si può allenare alla coscienziosità e quali sono gli errori che ne compromettono lo sviluppo. E guarda a caso, questa qualità si sviluppa nell’infanzia.

Come incentivare l’auto-controllo e gli errori da evitare

Negli anni 60 e primi anni 70, il ricercatore Walter Mischel ha condotto un esperimento per capire come incentivare l’autocontrollo e il rimando delle gratificazioni ‒ e di conseguenza la coscienziosità‒ nei bambini così da capire come funziona e quali errori evitare.

The Marshwallow  Experiments: quanto riesci ad aspettare?

Il primo esperimento fu il famoso “The Marshmallow Experiments” durante il quale 600 bimbi furono invitati ad aspettare 15 minuti con un dolcetto di fronte a loro senza poterlo mangiare, con la promessa (mantenuta) che ne avrebbero avuto 2 al posto di 1 nel caso fossero riusciti ad aspettare.

Dopo l’esperimento, Walter Mischel seguì alcuni dei bambini che avevano concluso il test con successo e si accorse che la maggioranza dei bimbi che erano riusciti a posticipare la gratificazione, avevano migliori risultati a scuola e successo all’università.

Questo esperimento diede spunto al vero esperimento che mostra quali errori compromettono lo sviluppo della consapevolezza e dell’auto-controllo.

È possibile rimanere coscienzioso in situazioni avverse?

Celeste Kidd e il suo team dell’università di Rochester decise di aggiornare il Marshmallow Experiment, considerando che nella vita le cose non vanno sempre per il verso giusto e che le promesse non vengono sempre mantenute, per capire quanto l’ambiente esterno poteva influire sulle capacità dei bambini.

28 bambini tra i 3 e i 5 anni furono portati in una stanza dove avrebbero dovuto disegnare e colorare. Di fronte a loro c’era una trousse con delle vecchie matite. Potevano scegliere se usare quelle matite o aspettare per riceverne di nuove. La maggioranza decise di aspettare.

matite colorate

Passò quasi un quarto d’ora prima che l’assistente tornasse con le matite. Nel primo gruppo, tornò con tantissime matite nuove che fecero brillare gli occhi dei bimbi, nel secondo gruppo invece tornò con delle vecchie matite dicendo che purtroppo si era sbagliata e che non c’erano matite nuove. È inutile dire come si sentirono i bambini a questa notizia…

Dopo qualche tempo, gli stessi bambini seguirono il Marshmallow Experiment. Quelli del primo gruppo furono tutti ben disposti ad aspettare, quelli del secondo gruppo invece, dopo la brutta esperienza che avevano avuto la prima volta con le matite, non vollero saperne di aspettare e piombarono sul dolcetto senza esitazioni, come per dire: “Piuttosto di niente, meglio piuttosto!”.

Questo esperimento prova quanto un bambino ingannato, e che perde fiducia nella persona che rappresenta l’autorità, tenderà poi ad accontentarsi pur di non perdere ciò che ha, con grandissime difficoltà a posticipare le gratificazioni e diminuendo così le sue possibilità di successo in età adulta.

Il successo si basa sulla fiducia

Nel riuscire ad aspettare per ciò che vorremo, viene quindi coinvolta la pazienza, l’auto-controllo ma sopratutto la fiducia che la ricompensa comunque giungerà.

Purtroppo una persona ingannata con finte promesse già da piccola difficilmente avrà  fiducia nelle autorità e nelle persone che la circonderanno, aumentando di conseguenza i suoi livelli di ansia e la probabilità di comportamenti disfunzionali.

Perché:

1. Il mondo è ingiusto e bisogna lottare per mantenere ciò che si ha.
2. Non ci si può fidare di nessuno e quindi bisogna riuscire a fare tutto da solo/a.

Queste convinzioni hanno pesanti ripercussioni sopratutto nella vita professionale e relazionale delle persone che vivono in uno stato di ansia perenne.

Hanno poca fiducia negli altri e quindi non riescono a delegare, si caricano di lavoro oltre misura, ma sopratutto non riescono ad avere la fiducia necessaria nel domani da poter posticipare una gratificazione, con tutti i danni che questo può causare.

Ma ciò avrà validità solo fino a quando continueremo a considerare la fonte di autorità come esterna a noi.

Se invece consideriamo noi stessi come l’autorità da rispettare ‒  preferendo un locus of control interno al locus of control esterno‒ , allora saremo più inclini all’autocontrollo, alla coscienziosità e alla consapevolezza, aumentando di conseguenza le nostre probabilità di successo nella vita.

bambini

In definitiva la coscienziosità, l’autocontrollo e la pazienza ‒tutti gli ingredienti indispensabili per vivere una vita appagante‒, sono in realtà dei “muscoli” che possiamo allenare già dalla più giovane età.

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice & shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it